Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze, Italia

Evangelista Torricelli

1. Infanzia e adolescenza



Evangelista Torricelli
Le notizie sull'infanzia e l'adolescenza di Torricelli sono rare ed imprecise. Sappiamo con certezza che egli nacque a Roma il 15 ottobre del 1608. Disponiamo inoltre di indicazioni sulla sua formazione scientifica, grazie al contenuto di una lettera a Galileo dell'11 settembre 1632. In essa Torricelli spiega che dopo aver studiato da solo per due anni sotto la disciplina delli padri gesuiti, fu a diciott'anni scolaro dell'abate Benedetto Castelli.
Nel febbraio di quello stesso anno 1632 era stato pubblicato a Firenze il Dialogo sopra i due Massimi Sistemi del Mondo. Castelli - che fu, com'è noto, fra i più fedeli discepoli ed amici di Galileo - scrutava con affettuosa premura le reazioni degli ambienti romani al contenuto del libro. Costretto ad assentarsi per alcuni giorni, pregò Torricelli di fungergli da segretario. Il giovane scolaro ebbe così l'occasione di scrivere a Galileo, in risposta ad una sua missiva, e di informarlo dell'azione svolta dall'abate per evitare una precipitosa resoluzione , e cioè la condanna del libro e del suo autore. La speranza che si potesse evitare il peggio, non aveva ancora definitivamente abbandonato gli amici romani di Galileo.


Galileo Galilei, Dialogo intorno ai due massimi
sistemi del mondo,

Firenze 1632
Torricelli, come egli stesso spiega in questa lettera, fu a Roma fra i primi lettori del Dialogo. Ne studiò il contenuto con quel gusto [...] che abbia avuto uno che, già havendo assai bene praticata tutta la geometria [...] et che havendo studiato Tolomeo et visto quasi ogni cosa del Ticone, del Keplero e del Longomontano , finalmente adheriva, sforzato dalle molte congruenze, al Copernico, et era di professione e di setta galileista.

E' questa la sola occasione in cui Torricelli si dichiara apertamente seguace della dottrina copernicana. Egli fu senza dubbio profondamente scosso dalla sorte riservata al Dialogo e dalla condanna di Galileo emessa nel giugno del 1633 dal tribunale del Sant'Uffizio. Tanto più che Castelli - costretto ad allontanarsi da Roma nel momento stesso in cui si apriva il processo - gli aveva affidato l'incarico di seguire lo sviluppo degli avvenimenti e di tenerlo al corrente.


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