Istituto e Museo di Storia della Scienza, Firenze, Italia
Evangelista Torricelli
4. Il copernicanesimo di Torricelli
| Nel 1632 Torricelli non esitava ad affermare la
sua adesione al sistema copernicano (si veda "Infanzia e
adolescenza"). Ma quando nel febbraio del 1645 il padre Marin Marsenne gli chiede
un parere sull'Aristarcus, pubblicato in Francia da Roberval, Torricelli risponde
che non è affatto in grado di interessarsi al contenuto dell'opera. Certo, egli non crede
che l'autore dello scritto pubblicato da Roberval sia Aristarco (l'autore, com'è noto,
era lo stesso Roberval, e non l'antico precursore di Copernico).
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![]() Il sistema copernicano, Andrea Cellarius, Harmonia macrocosmica
..., Amsterdam, 1661 |
| Ma il rifiuto sprezzante di discuterne il
contenuto, lascia pensare che Torricelli non tenesse affatto ad occuparsi apertamente di
problemi di astronomia. Non sembra, tuttavia, ch'egli si sia completamente disinteressato
dei fenomeni celesti. Ne abbiamo una prova nel resoconto del viaggio in Italia effettuato
dal francese Balthasar de Monconys. Durante il suo soggiorno fiorentino, nell'autunno del
1646, de Monconys incontrò Torricelli. Nel suo Journal pubblicato a Lione nel
1665, egli riferisce che lo scienziato italiano gli parlò dei movimenti dei corpi
celesti, spiegando comme les corps se tournent sur leur centre, comme le Soleil, la
Terre et Jupiter font tourner tout l'Éther qui les environne, mais plus vite les parties
proches que les éloignées, ainsi que l'expérience le montre à une eau où l'on tourne
un baton dans le centre, et le mesme en arrive aux planettes, au respect du soleil; à la
lune au respect de la terre; aux Médicées, au respect de Jupiter [...] (come i
corpi girano sul loro centro, come il sole, la terra e Giove fanno girare tutto l'Etere
che sta loro intorno, ma più velocemente le parti vicine che quelle lontane, così come
l'esperienza lo mette in evidenza facendo ruotare un bastone nell'acqua, così accade ai
pianeti rispetto al Sole; alla Luna rispetto alla Terra; alle [stelle] Medicee rispetto a
Giove [...]) [in Journal des voyages de Monsieur de Monconys, Première partie,
Chez Horace Boissat, & George Remeus, Lyon, 1665, pp. 130-31]. Sembrerebbe, quindi, che il matematico del Granduca, pur dichiarandosi geometra solamente, non abbia rinunziato a guardare il cielo da astronomo. Forse gli fu consigliato di non attardarvisi troppo. Una scheda trovata dal bibliotecario della Laurenziana nel 1741, fa riferimento a "scritti e studi dell'astronomia" del Torricelli. Ma fino ad ora di questi scritti non s'è trovata alcuna traccia.
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